Stile

Stile

Approccio metodologico

Ci distingue la focalizzazione sulla “domanda”, il vero bisogno del singolo e dell’organizzazione, l’andare alla radice dei problemi, mantenere l’attenzione sulla relazione, avere come fine ultimo lo sviluppo dell’autonomia delle persone. Per questo la nostra prima attenzione è rivolta al fenomeno, a ciò che è osservabile, descrivibile dai sensi, ricerchiamo l’oggettività ed aiutiamo  le persone a risvegliare la loro capacità di osservazione oggettiva per contribuire allo sviluppo della loro autonoma capacità di giudizio.

Risvegliare la volontà e sviluppare nuove facoltà Vivere ed agire in situazioni sempre più complesse ed incerte richiede l’acquisizione di nuove facoltà individuali. Questo processo di apprendimento coin­volge profondamente tutti i sensi e le forze vitali, e si articola in sette passi che, se por­tati alla coscienza, possono venire poten­ziati e sostenere un apprendimento adulto individualizzato. Il risultato è l’espressione del proprio potenziale creativo, per trovare nuove soluzioni e comportamenti, adeguati a situazioni sempre diverse.

 

 

 

 

 

Nel nostro approccio come educatori di adulti teniamo in considerazione le tre sfere della costituzione interiore dell’essere umano: quella del Pensare, del Sentire e del Volere. Per questo, prima di tutto, l’educatore è un artista della volontà, intesa come volontà autonoma di imparare e cambiare. La possibilità di imparare lungo tutto il corso della vita infatti ci caratterizza come Persone, ma questo non è un processo automatico: deve essere continuamente richiamato con volontà piena. Mutuiamo questo approccio dalle ricerche continue sull’apprendimento dell’adulto condotte dal NALM – New Adult Learning Movement, fondato da Coenraad Van Houten, di cui siamo membri attivi.

 

Apprendere dall'esperienza

Approccio sistemico La Teoria dei sistemi attinge le sue radici dal mondo della biologia e si sviluppa storicamente nel momento in cui viene riconosciuto che fenomeni fisici e biologici possono presentare in sé la caratteristica di essere un’entità intera dove parti fra loro differenti sono interconnesse e fra loro interagenti. Da questo assunto segue che un qualsiasi cambiamento in una delle parti influenza la globalità del sistema. Consideriamo l’organizzazione un sistema, con le sue regole di funzionamento e specificità: questo ci permette di cogliere la complessità delle relazioni e  ampliare le prospettive dalle quali osservare l’organizzazione, le équipe, il gruppo aula e gli individui in interazione.

Approccio rogersiano L’Approccio centrato sul cliente e sulla persona si basa su un orientamento umanistico-esistenziale:   l’essere umano possiede le capacita’ per auto-comprendersi, modificare e migliorare il proprio comportamento. Nella relazione che si instaura tra facilitatore e cliente essi hanno pari dignità e responsabilità: come facilitatori accogliamo le persone per come si mostrano, senza giudicarle e rispettandole a prescindere da ciò che manifestano, per aiutarle a riconoscere e a realizzare le proprie potenzialità.

Approccio psico corporeo Questo approccio vede l’essere umano come costituito da più elementi che si esprimono come un continuum: il corpo, la mente e lo spirito ovvero quella parte intangibile di senso e significato che è alla base della sua coscienza individuale. Lavorare su una di queste può quindi influenzare le altre due, ed è ciò che si realizza in un approccio integrato psico corporeo, che partendo dal corpo lavora sulle emozioni, e sulla percezione di sé. Il movimento espressivo ad imitazione, il rilassamento corporeo, il contatto guidato, la meditazione, sono tutti strumenti che facilitano l’integrazione di queste tre parti per una più piena espressione di sé.

 

Strumenti e tecniche

esercizi artistici Favoriscono l’espressione dei contenuti emotivi. Utilizziamo diverse modalità artistiche, tra cui: il disegno con colori a pastello, le cere, l’uso della creta e delle cartoline artistiche per stimolare la capacità di osservazione e ascolto.

giochi d’aula (simulazioni, role play, …) L’apprendimento attraverso l’esercizio avviene anche in aula con la riproduzione di situazioni reali in cui prendere coscienza dei propri comportamenti o provare nuovi approcci e modalità, come in una palestra.

esercizi ad approccio psico corporeo, esperienzale E’ l’approccio che consente, attraverso l’uso del corpo, in aula e in situazione residenziale, di prendere coscienza delle proprie emozioni e vissuti, in modo diretto e trasformativo. Utilizza specifici esercizi, in cui il movimento, l’uso del respiro, il ricorso alla musica, facilitano l’espressività individuale e di gruppo per uscire dagli schemi, liberare le emozioni legate ai vissuti lavorativi, creare nuovi paradigmi, ed i presupposti di una nuova comunicazione interpersonale, formare un nuovo spirito di gruppo, prendere coscienza delle proprie ed altrui emozioni ed imparare a gestirle.

narrazione biografica Facilita il riconoscimento dei propri comportamenti, il cambio di prospettiva, attraverso l’analisi delle esperienze. In particolare poi, permette anche di analizzare l’esperienza di malattia dal punto di vista del paziente, distinguendo tra malattia in senso biologico (disease) ed esperienza di malattia (illness). Offre ai professionisti alcuni fondamentali strumenti per imparare a riflettere su se stessi e sulle proprie risposte alle situazioni assistenziali quando l’incontro con la malattia e la morte aprono interrogativi sul senso e il valore della nostra stessa esistenza.

attività analogiche L’uso di analogie e metafore facilita l’espressione dei contenuti emotivi e permette l’attivazione del potenziale creativo individuale e di gruppo. Attraverso l’esperienza diretta di situazioni che presentano gli stessi contenuti di quelle quotidiane ma che appartengono a diversi contesti, facilitiamo l’emersione e il riconoscimento di modalità ed atteggiamenti disfunzionali. Il linguaggio filmico, teatrale, pittorico e poetico sono alcuni esempi di possibili attività analogiche.